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  •  sado, la cerimonia del tè

La cerimonia del tè, sado, la via del te o chanoyuu, l'acqua calda per il te in giapponese, è un modo di preparare e assaporare questa bevanda calda.

Si tratta di un metodo estremamente codificato per la preparazione del te verde in giapponese da degustare in compagnia di altri invitati. Nella semplicità dei gesti, degli oggetti e del luogo tutto volge a creare un'armonia tra l'ambiente stesso ed i partecipanti; un'armonia che nulla ha a che vedere con la ripetitiva ed etichettata routine che noi occidentali
applichiamo al tea time; sorseggiando la bevanda a casa o nelle sale da te.

Il termine cerimonia del te è da sempre usato, da noi occidentali, in modo improprio. Dico improprio perché il concetto di cerimonia ha per noi elementi di sacralità e quindi di religiosità ed una rigida ritualità che invece è
assente nello zen, ispiratore di questa forma espressiva. Molti testi sono stati scritti, soprattutto qui da noi in Occidente, per spiegare attraverso una visione estetica e filosofica la Cerimonia del tè e ciò che ad essa è collegato.


Il Sado, in realtà, è semplicemente un momento di intensa armonia tra i partecipanti all'incontro che decidono di riunirsi per condividere tale esperienza. Come afferma Suzuki, grande esperto e studioso giapponese dello zen,Chanoyuu viene fatto per coinvolgere tutti i sensi, rasserenandoli uno ad uno.


Nel corso dei secoli in Giappone, la degustazione del te, intesa come momento di meditazione, fu soggetta a varie influenze estetiche. Una leggenda narra che il monaco giapponese Eisai - XII secolo - tornato dalla Cina dove aveva approfondito gli studi sul Buddismo, abbia introdotto nel suo paese natio un rituale del te praticato nei templi cinesi.


Tuttavia è solo nel XVI secolo, grazie al grande maestro Sen no Rikyu (1522-1591), che viene codificata questa arte del te. Inizialmente, quindi, fare Chanoyuu significava avere un atteggiamento serio, semplice e povero che portava ad uno stato di quiete e di tranquillità. Questa ricerca per le cose semplici e sobrie è da porsi in netto contrasto con il gusto imponente e sfarzoso dei nobili di allora.


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Ultimo aggiornamento: 16-03-08